Intervista Elizabeth Lee COZMIC MOJO_Christian Verzeletti

Da Mescalina.it

Christian Verzeletti

Abbiamo incontrato Elizabeth Lee al concerto di presentazione del suo ultimo cd, 
”Hardcore Delta”: è stata l’occasione per parlare del nuovo disco e soprattutto di una nuova 
band e di un nuovo progetto. Questa “ragazza” texana, venuta a vivere in Italia, fa un blues 
che si allontana da quelli che sono i luoghi del Delta …

Mescalina: Elizabeth, dal titolo del vostro nuovo disco, “Hardcore Delta”, si deduce che c’è ancora parecchio Delta-blues nel vostro suono … 
Elizabeth Lee: Sì, c’è tanto Delta-blues come c’è anche tanto rock, ma viene tutto da quelle che sono le radici di questa musica, dal Texas, dal Mississippi, dall’Alabama, dalla Louisiana, insomma da queste zone nel Sud degli States. È da lì che abbiamo preso le idee che hanno poi costituito la base della nostra musica e da queste abbiamo cercato di sviluppare qualcosa che potesse assomigliare ad un suono nuovo lavorando sulle chitarre baritone e senza basso …

Mescalina: Infatti mi sembra che i musicisti che hai ora ti aiutano più che altro a violare i territori del rock-blues …
Elizabeth Lee: Sì, Beppe, il batterista, ha studiato davvero molto tutte le ritmiche del Delta e anche il cosiddetto stile “second-line” … quello poi ripreso da Bo Diddley (NDR il nome “second-line drumming” viene dalla posizione occupata da chi suonava il tamburo alle processioni dei funerali dei neri appena dietro i parenti del defunto, quindi in “seconda fila”). Non c’è niente del genere in Italia. Abbiamo lavorato davvero parecchio per avere l’approccio giusto a questo tipo di musica …

Mescalina: C’è anche qualcosa che va oltre il blues …
Elizabeth Lee: Certo …
Mescalina: Per esempio stasera sul palco, quando avete suonato “Mary Lou”, ci avete messo dei passaggi scratch …
Elizabeth Lee: Esatto! Come ti ho detto prima, la nostra musica ha una base ben radicata nella tradizione in cui si va ad insinuare un suono più nuovo. Quanti gruppi blues conosci che hanno una chitarra e una chitarra baritona al posto del basso? Nessuno. Le blues bands sono composte da basso, chitarra, batteria e voce …

Mescalina: È un suono che sei arrivata a costruire con questi musicisti? 
Elizabeth Lee: Sì, gli altri gruppi con cui ho suonato erano più allineati allo standard chitarra-basso-batteria: io lo accettavo e mi ci trovavo anche a mio agio, ma adesso è tutta un’altra cosa … è un rock-blues-punk-trash! 
Mescalina: !!!??? 
Elizabeth Lee: Acid, ecco! Io lo chiamerei proprio Acid- rock-blues-punk-trash! Sai, mi ricorda i dischi della Fat Possum …

Mescalina: Sì, è vero, c’è qualcosa del genere …
Elizabeth Lee: R.L. Burnside, quel tipo di suono …

Mescalina: Mmmh, sì, però state sempre cercando di andare oltre il blues: per questo hai chiamato la band Cozmic Mojo? È come se tu avessi messo assieme qualcosa è veramente blues e qualcosa che invece se ne stacca …
Elizabeth Lee: Hai centrato in pieno quello che avevamo in mente! “Mojo” è proprio un concetto che appartiene al blues, indica anche un amuleto, come nel voodoo, ma è anche simbolo di buona o cattiva sorte in generale e quindi delle vibrazioni che ti danno la musica, l’amore e la vita. Poi ha anche un aspetto magico, hai presente quella canzone “I put a spell on you”, ecco quello è un incantesimo mojo … E poi c’è “Cozmic”, che è invece un’idea che esula dal mondo del blues, che punta ad un livello più alto … come se volesse raggiungere un limite e magari oltrepassarlo … è lì che noi sentiamo di essere stati, è lì che vogliamo andare e portare chi ci ascolta. 

Mescalina: Come sei arrivata a questo suono? E come hai incontrato questi musicisti? 
Elizabeth Lee: Conosco Luca Gallina ormai da dodici anni, lo avevo incontrato tempo fa quando ero venuta da queste parti, solo io ed il mio tastierista, per delle serate che facevamo in duo. Poi il tempo passa, la vita va avanti, io ho avuto anche un figlio e ho smesso di fare musica per quattro o cinque anni, fino a quando un giorno Luca è venuto a trovarmi e mi ha detto “Hey, ti va di fare una band?”: io all’epoca avevo un altro gruppo, ma piano piano quel progetto si è trasformato fino a diventare questo gruppo, la band degli italiani, anche perché gli italiani si sono dimostrati di gran lunga migliori come musicisti e soprattutto perché si sono dedicati sin dall’inizio in modo molto serio a questa musica che stiamo facendo e … insomma ci stiamo lavorando davvero parecchio! 

Mescalina: Da quanti anni suonate come Cozmic Mojo? 
Elizabeth Lee: Come Cozmic Mojo vero e proprio da un anno, perché Mane (NDR: Luca Manenti), che suona la chitarra baritona, è entrato a far parte della band l’anno scorso. Ma io, Beppe e Luca suoniamo insieme ormai da un paio d’anni ed è da tempo che stiamo cercando il modo migliore per tirar fuori un suono che sia nostro e così ci siamo accorti che nella nostra musica non trovano posto le tastiere … per quanto mi piaccia il suono di un piano o di un organo e per quanto faccia parte anche del blues, quello che facciamo è molto più orientato sulle chitarre e così è nato questo gruppo che mi piace chiamare la band degli italiani …

Mescalina: E come sei finita a Brescia? 
Elizabeth Lee: Oohh, è tutta colpa di Luca Gallina che è venuto a vederci suonare a Berlino e ci ha chiesto di fare un piccolo tour in Italia, io ho accettato e sono venuto col batterista e col tastierista che avevo in quel periodo e poi …

Mescalina: E poi ti sei sistemata qua …
Elizabeth Lee: Sì, è andata così, anche se “sistemata” non è la parola giusta, perché la mia famiglia e mio figlio sono in Texas e io sono un po’ qua e un po’ là, diciamo che passo tre mesi qua e tre mesi in Texas …

Mescalina: Quando sei negli States, vai in tour? 
Elizabeth Lee: No, no, quando sono a casa, proprio non vado in tour. Penso solo a starmene con Angel, che è mio figlio … anche perché io non ho un mercato vero e proprio là, il mio mercato è sempre stato in Europa … così passo del tempo con Angel e poi quando torno qua ricomincio a fare concerti, a pensare ad andare in tour e tutte quelle cose …

Mescalina: Volevo chiederti della situazione dei locali, dal momento che tu gestivi lo Storyville …
Elizabeth Lee: Lo Storyville era davvero un bel posto: eravamo partiti con pochi soldi, ma con una grande idea e con un sogno davvero grande … e soprattutto con un cuore pieno di passione per la musica: noi mettevamo davvero la musica al primo posto, mentre invece questo tipo che lavorava con noi non ci ha trattato in modo disonesto e così abbiamo dovuto chiudere. Abbiamo perso tutto, anche i nostri soldi. E abbiamo perso tutto nel giro di un giorno: ci sono voluti tre mesi di duro lavoro per cominciare e solo un giorno per, come si dice in italiano? Sfrattatti?

Mescalina: Sì, “evicted”, sfrattati …
Elizabeth Lee: Ecco, e ci è successo in un giorno: ci siamo rimasti di sasso. In America non si possono fare cose del genere: anche là gestire un locale è molto difficile e devi essere portato per gli affari, ma nessuno può venire a farti scherzi del genere …

Mescalina: È di questo che parla “One man’s trash”?
Elizabeth Lee: Sì, “One man’s trash” parla proprio di questo tipo da cui noi affittavamo il club e, siccome lui non pagava il suo affitto, è stato sfrattato e anche a noi quindi è successa la stessa cosa, ma non avevamo idea di che cosa stava per succedere fino al giorno stesso dello sfratto …

Mescalina: Infatti ogni volta che suoni questo pezzo, si vede che per te è qualcosa di diverso dalle altre canzoni e rappresenta quasi una svolta nella scaletta del concerto … Elizabeth Lee: Eh sì, perché per me lo Storyville era un grande sogno. Amo la mia musica e amo fare concerti, ma voglio fare anche dell’altro … ma lo rifaremo, credimi, dobbiamo solo trovare un posto e trovare i soldi. Ma comunque, al di là dei soldi, è stato un peccato perché non mi sembra che ci siano tanti club del genere in Italia … lo Storyville era “cool”, era … carino, no?
Mescalina: Sì, più che carino, “cool” è qualcosa in più di carino …

(Entra Beppe Facchetti, il batterista)
Elizabeth Lee: Ehi, sei in partenza?
Beppe Facchetti: No, non ora …
Elizabeth Lee: Dai, vieni un po’ a chiacchierare con noi, ci sta intervistando …
Beppe Facchetti: Ma ci sono così tante ragazze di fuori …
(Risate)
Elizabeth Lee: Oooh!
Beppe Facchetti: Dai, lasciami andare … (ridendo)
Elizabeth Lee: Okay, okay, vai …

Mescalina: Allora come hai cominciato questo disco?
Elizabeth Lee: In realtà lo hanno cominciato loro prima di me nella piscina del Principe … il Principe è un nostro amico di Lonato che ha questa grossa piscina: era estate e non c’era acqua nella piscina, così lui ha lanciato l’idea “Dai, venite, solo per fare un po’ di casino” e così si sono messi sul fondo con tutta l’attrezzatura, con l’amplificatore e hanno cominciato a suonare e lì sono nate le prime idee del disco …

Mescalina: Infatti c’è un pezzo nel disco che mi sembra sia intitolato ad una piscina …
Elizabeth Lee: Sì, è “Hypermega swimming pool”: è il primo pezzo su cui hanno lavorato … E ci abbiamo lavorato davvero parecchio su questo disco, poi, dopo che lo avevamo finito, io sono andata in America e con mio marito ho fatto il missaggio, il master, le voci e qualche altra parte di chitarra …

Mescalina: … quindi nel disco ci sono posti diversi e generi diversi … sai, quando ascolto la tua musica, mi viene in mente uno di quei piatti piccanti, che, appena te li mettono in tavola, ti arrivano subito sotto il naso …
Elizabeth Lee: Uuhh, bella questa!
Mescalina: Così adesso puoi il tuo acid-rock-blues-punk-trash lo puoi chiamare anche spicy!
Elizabeth Lee: Sì, acid-spicy-rock-blues-punk-trash! Mi piace!

Mescalina: Infatti si può sentire la base blues e poi tutti i diversi ingredienti …
Elizabeth Lee: Sì, è quello che cerchiamo di fare ed è anche dove abbiamo più difficoltà … “difficoltà” non è la parola giusta, ma, lo sai bene anche tu, il blues e il rock-blues intesi come generi … noi non siamo davvero blues e non siamo davvero rock…

Mescalina: Bè, difficile perché non rientrate in un genere specifico?
Elizabeth Lee: Sì, noi siamo al limite del blues, siamo al punto estremo il che è molto figo, ma …

Mescalina: In un certo senso potrebbe essere anche un vantaggio perché non ci sono molti gruppi con un suono come il vostro …
Elizabeth Lee: Esatto. E sai cosa ti dico? Quello di cui abbiamo bisogno adesso è proprio una bella botta di MOJO per portare la nostra band più in alto ancora!

Mescalina: Bè, vedo comunque che già suonate in Germania … lì come va?
Elizabeth Lee: Sì, lo sai come sono fatti i tedeschi, urlano, bevono, si alzano a ballare e ti chiedono i bis e così via … magari all’inizio se ne stanno sulla loro a pensare “Chi è questa qua? Ma che musica è questa?”, ma poi si fanno prendere dal concerto senza troppi problemi ..
Mescalina: Come pubblico sono migliori di noi?
Elizabeth Lee: Bè, devi comunque darti da fare per tirarli dalla tua parte: all’inizio sono freddi e tranquilli, quasi diffidenti, ma alla fine sono tutti lì che ti urlano “Oh, yeah!!!” …
Mescalina: Non succede spesso in Italia …
Elizabeth Lee: Capita, ma devi fare molta più fatica e tutto deve essere perfetto … di solito comunque è più difficile far colpo su un pubblico italiano. In Germania invece non ci vuole molto, ma per noi non fa alcuna differenza: siamo professionisti e suoniamo lo stesso anche se non ci applaudono … sappiamo che quello che suoniamo è valido, ci crediamo e lo sentiamo …

Mescalina: Il fatto è che noi italiani non siamo tanto propensi al blues …
Elizabeth Lee: Sì, è vero, la vostra cultura è più spostata sulla musica melodica, avete così tanto pop melodico …

Mescalina: Comunque c’è della buona musica anche lì, devi solo metterti a cercare …
Elizabeth Lee: Sì, lo so, ci sono molte cose che mi piacciono, come Pino daniele e Fabrizio … oh, come si chiama poi, Fabrizio?
Mescalina: De Andrè?
Elizabeth Lee: Sì, poi Paolo Conte e Grignani …
Mescalina: Oh, no …
Elizabeth Lee: A me piace! “Do dodo doo”: fa così, no? (intona una canzone di Grignani)

(interviene Beppe Facchetti)
Beppe Facchetti: Elizabeth, fermati, ti prego!
Elizabeth Lee: Ehi, sei tornato!
Beppe Facchetti: Sì, ma tu non hai idea di cosa stai cantando!
Elizabeth Lee: Perché?
Beppe Facchetti: È roba che va bene quando devi far colpo sulle ragazzine …
Mescalina: Però devi essere proprio disperato!