Fausto Betelli: un fornaio maestro di chitarra

Avevo otto anni quando ho iniziato le prime lezioni di chitarra con un giovane Enzo Moreni.
Dopo poco mi ha portato dal suo maestro Betelli, il fornaio del paese dicendomi :”E’ da lui che devi andare ora, è lui il maestro!”
E’ stato l’insegnante di praticamente tutti i chitarristi del posto, specialmente le generazioni precedenti la mia.
Su tutti Marco De Santis, chitarrista classico dalla brillante carriera, ha suonato tra l’altro alla Carnegie Hall di New York.

da dotguitar.it Marco racconta:

“Non disponeva di una raffinatissima competenza tecnica (di chitarra aveva appreso nozione e pratica frequentando in gioventù uno dei più conosciuti sodalizi mandolinistici bresciani) ma le sue qualità personali e la sua passione, sostenute da un grande intuito artistico, gli hanno permesso di distribuire per molti anni a diverse generazioni di appassionati lonatesi e non solo, il desiderio di dare voce alle corde delle loro chitarre, condividendo momenti indimenticabili di vita, di crescita personale e di amicizia.
Il “gruppo chitarristico lonatese” fondato da Fausto Betelli divenne in breve tempo una realtà conosciuta e molto apprezzata; molte associazioni e realtà culturali iniziarono a invitare il gruppo a tenere concerti, e per noi che avevamo poco più di dieci anni ogni volta era una grande festa.
Ho vissuto insieme a Fausto molti momenti importanti; era appassionato d’arte, di pittura soprattutto, e accadeva spesso di frequentare insieme mostre o aste. Così ho avuto modo di ammirare ancora bambino le geometrie di Kodra, i tratti incantati di Guidi, i colori intensi di Guttuso e opere di tanti altri grandi maestri… Fausto fu tra i primi a riconoscere il valore poetico di Martino Dolci, la forza del segno di Antonio Stagnoli e la qualità di numerosi altri artisti bresciani, che solo dopo qualche anno hanno ricevuto riconoscimento e stima adeguati alle loro capacità.”

Ricordo con emozione le prime lezioni con lui, il libro Sagreras, la Malaguenha, i primi recital in gruppo.
Aveva numerosi allievi. A Brescia il sabato pomeriggio teneva delle lezioni di gruppo gratuite.
La sua passione per la musica era contagiosa. Non era un grande strumentista ma sapeva comunicare l’amore per lo strumento.
Dormiva poco, un paio di ore a notte, aiutato dalla disciplina dello yoga.
Fra le sue passioni ricordo le collezioni di quadri.
Mi impressionò la collezione di A. Stagnoli, e vari aneddoti sui suoi incontri con questo pittore.
Sono le persone come Fausto che lasciano il segno e sono di grande esempio per le nuove generazioni.